Pap test vaginale e/o cervicale

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PAP test vaginale (o cervicale)
Il Pap test è un esame di screening citologico applicato alla zona della cervice uterina (collo dell’utero) e, in misura minore, alla vagina.
Tecnicamente è un prelievo di cellule dalla mucosa cervicale e vaginale.

Il medico (ginecologo/a o ostetrico/a) inserisce delicatamente uno strumento chiamato speculum nella vagina per visualizzare la cervice. Successivamente, utilizza un piccolo spazzolino morbido (chiamato cytobrush) e una spatolina per raccogliere un campione di cellule di sfaldamento dall’esterno e dall’interno del canale cervicale.
Il campione viene inserito in un liquido conservante (metodica in fase liquida, o ThinPrep) e inviato in laboratorio, dove viene analizzato al microscopio.
La funzione principale del Pap test non è diagnosticare un tumore già formato, ma prevenirlo!

A cosa serve?
Serve a:
• Individuare lesioni precancerose: l’obiettivo primario è scoprire se ci sono alterazioni nelle cellule (chiamate Neoplasie Intraepiteliali Cervicali o CIN) che, se trascurate per anni, potrebbero trasformarsi in un carcinoma della cervice uterina.
• Rilevare l’effetto dell’HPV: la quasi totalità dei tumori cervicali è causata dal Papilloma Virus Umano (HPV). Il Pap test verifica se l’HPV ha iniziato a danneggiare le cellule. Nota: oggi, in molte regioni, il test primario è l’HPV-DNA test, che rileva il virus stesso, mentre il Pap test è usato in triage o come co-test.
• Screening precoce: permette di intervenire su queste lesioni prima che diventino pericolose, spesso con trattamenti ambulatoriali come la conizzazione.

Chi dovrebbe farlo?
• Il Pap test è un esame di massa (screening organizzato) e non è solo raccomandato, ma fortemente consigliato per tutte le donne.
• Donne tra i 25 e i 64 anni di età (in Italia, in molte regioni lo screening prevede il Pap test ogni 3 anni per le donne sotto i 30/35 anni e l’HPV-DNA test ogni 5 anni per quelle sopra i 30/35 anni).
• Donne che hanno iniziato l’attività sessuale.
• Donne con una storia pregressa di infezione da HPV o CIN.

Cosa succede se il test è positivo (o anormale)?
Un risultato positivo (che indica la presenza di cellule alterate) non significa avere un tumore, significa semplicemente che sono state trovate cellule che richiedono un approfondimento.
Il passo successivo è solitamente la Colposcopia: un esame che permette al medico di guardare la cervice con una lente di ingrandimento, dopo aver applicato delle soluzioni (acido acetico e soluzione di Lugol) per localizzare esattamente la lesione. Durante la colposcopia si può anche eseguire una biopsia mirata.
• Valutare la gravità del cancro tiroideo
• Svuotare le cisti tiroidee.

La procedura consiste nel prelevare con un ago sottile un piccolo campione di cellule dal nodulo tiroideo, sotto guida ecografica. Il prelievo dura pochi minuti e non prevede preparazione.
Dopo la procedura, il paziente può riprendere immediatamente le sue normali attività.
Il campione prelevato viene inviato al laboratorio per essere analizzato e l’esito è, generalmente, pronto in una settimana o poco più.