PUNTUTA DI ZECCA: COME RICONOSCERE IL RISCHIO DI INFEZIONE E QUALI ESAMI FARE

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puntura di zecca

La puntura di zecca è spesso indolore, ma non va mai sottovalutata: questi parassiti possono essere vettori di diverse infezioni, tra cui la più comune è la Borreliosi (Malattia di Lyme), oltre a Rickettsiosi e TBE (encefalite da zecca).

⚠️ Quali sono i segnali di rischio da monitorare?
Nelle 3-4 settimane successive alla puntura, osserva attentamente la comparsa di:

  • Eritema migrante: un arrossamento circolare o “a bersaglio” che si allarga progressivamente dal punto del morso.
  • Sintomi simil-influenzali: febbre, spossatezza persistente, mal di testa, dolori muscolari o articolari.

 

🔬 Quali esami di laboratorio effettuare per la diagnosi?

Per confermare o escludere l’infezione da Borrelia burgdorferi, la diagnosi si basa sul dosaggio anticorpale tramite prelievo di sangue:

  • 1️⃣ Sierologia per Borrelia (Anticorpi IgM e IgG – Metodo ELISA / CLIA):
  • IgM: compaiono per prime (generalmente a partire da 2–3 settimane dall’infezione).
  • IgG: si sviluppano più tardi (dopo 4–6 settimane) e rappresentano la risposta immunitaria a lungo termine.
  • 2️⃣ Test di conferma (Western Blot / Immunoblot): Viene eseguito in caso di positività o risultato dubbio del primo test di screening, per confermare la specificità degli anticorpi.

 

⏱️ Il fattore tempo è fondamentale:
Eseguire gli esami del sangue il giorno stesso della puntura non è utile, poiché il sistema immunitario ha bisogno di tempo (la cosiddetta finestra sierologica, solitamente almeno 3–4 settimane) per produrre gli anticorpi rilevabili dal test.

Hai rimosso una zecca o riscontri sintomi dubbi?

Non aspettare: la diagnosi precoce consente di impostare tempestivamente la corretta terapia antibiotica.

📍 Presso il nostro punto prelievi è possibile eseguire gli esami ematochimici e la visita con l’infettivologo!